TANTI, TANTI TURISTI PER LA FIERA D’AGOSTO
08/1/2010 • Categorie: Comunicati Stampa“Ja. Das hier gefallt mir. Was kostet es?”, “Ok. I’ll take it”, “Celui-ci me plait. Combien?”
Queste le frasi che si sono rincorse tra i banchi della Fiera Antiquaria, nell’ edizione di agosto. Una edizione che rimarrà a lungo nella memoria degli espositori e degli aretini per il gran numero di turisti presenti in questa due giorni di Fiera, in cui anche il clima ha dato una mano: caldo sì, ma non troppo, l’ideale per passeggiare nelle strade del centro storico, per fermarsi ai banchi, guardare, chiedere il prezzo e comprare un oggetto da portare a casa.
Per molti un souvenir dall’Italia, per altri un oggetto storico, per altri ancora un ricordo della propria infanzia, insomma per tutti un’attenzione particolare a questo mercato dell’antiquariato all’aperto.
Jan Paolicchi, che a dispetto del cognome è nato e vive in Belgio da tre generazioni, assieme alla sua famiglia è in visita ad Arezzo.
“Sono belga, così come lo sono mia moglie ed i mie figli, ma le origini sono toscane, i miei nonni sono emigrati in Belgio da Monsummano negli anni Trenta. E, ogni anno, torno in Toscana con la mia famiglia per far conoscere ed amare ai miei figli questa terra: ogni vacanza la dedichiamo ad una provincia e quest’anno è toccato ad Arezzo. Bella, bellissima! E poi questo mercato all’aperto. In Belgio abbiamo molta tradizione nell’antiquariato ma non di questa dimensione. Cosa ho comprato? Giocattoli in latta per i ragazzi, un tappeto antico per mia moglie ed una piccola lampada a petrolio per me, molto simile a quella che avevano i miei nonni”.
Daniela Bodechtel e Lisa Horst di Amburgo hanno lasciato i mariti al mare, a Castiglion della Pescaia, e sono venute ad Arezzo questa mattina per curiosare ma soprattutto per cercare dei vassoi antichi, come usavano ai primi del Novecento; così come la famiglia Lagrange, ospite in un agriturismo in Valdichiana, non ha resistito alla tentazione di comprare un bel servizio di bicchieri in tre misure e due bottiglie (”quel est le prix de ce service de verres en troi mesures avec deux bouteilles? Ah, bon! Celui-ci va trés bien”).
“Un’edizione davvero soddisfacente - afferma il presidente della Fiera, Paolo Nicchi - in un weekend di esodo estivo. La città in questi due giorni è apparsa davvero in mano ai turisti e, particolarmente, agli stranieri. Da parte nostra - come Fiera - non possiamo che manifestare una sorta di compiacimento per il lavoro fatto in questi anni di gestione, in cui abbiamo privilegiato la promozione porta-a-porta con le strutture recettive della provincia e delle aree confinanti: i risultati si vedono da un po’ di tempo ma, ovviamente, è nel periodo estivo che l’evidenza è maggiore”.
Una edizione della Fiera molto significativa anche per la qualità dei prodotti proposti.
“Una edizione davvero interessante per i molti oggetti presenti - spiega Pierluigi Puglisi, presidente del Comitato tecnico. Due piccole bilance toscane del Settecento, un acquerello del Gran Tour (1831), un san Sebastiano del ‘500 di provenienza marchigiana, una consolle Luigi XVI, l’inginocchiatoio appartenuto a papa Clemente XIV (1769-1774) e degli splendidiparamenti sacri del Settecento in lampasso di seta. A tale proposito - conclude Puglisi - è davvero un peccato che in Italia non si sia mai sviluppato il collezionismo dei tessuti antichi. Vi sono alcune stoffe finemente tessute e ricamate che sembrano quadri veri e propri, per la cui realizzazione spesso ci sono voluti degli anni”.
La prossima Fiera il 4 e 5 settembre, nell’edizione straordinaria al giardino monumentale de Il Prato.

