Conosciamo i protagonisti della Fiera. Raffaello Pernici ovvero quando la passione per l’antiquariato nasce da bambini.
08/2/2008 • Categorie: La Storia, News, SegnalatiContinua la rubrica finalizzata a far conoscere alcuni dei protagonisti della Fiera Antiquaria di Arezzo.
Non personaggi storici che l’hanno fondata o che hanno lasciato tracce inconfondibili del loro operato nella storia della Fiera ma, bensì, giovani che hanno scelto questo lavoro e che alle spalle hanno una loro storia da raccontare.
Nato nel 1974, nel 1989, appena quindicenne, andò da Ivan Bruschi a chiedere come si diventa antiquario. E da allora non si è più fermato.
Comincia così la storia di Raffaello Pernici, aretino, oggi residente a Rosignano Solvay per motivi matrimoniali che, fin da piccolo chiedeva al padre di portarlo a vedere la Fiera.
La signora Carla, storica segretaria di Ivan Bruschi, sorrise quando il giovane Raffaello chiese all’ideatore della Fiera consigli su come poter diventare antiquario e fu colpita dalla determinazione del giovane allorchè - affatto intimorito dalla necessità di dotarsi del REC alla Camera di Commercio per il quale occorreva la maggiore età - chiese alla cognata, convincendola, di iscriversi lei al REC al suo posto per poter gestire un banco in Fiera.
Detto fatto, la cognata lo accontentò in attesa che fosse lo stesso Raffaello a dotarsi dell’iscrizione agognata che, avvenne - puntualmente - al compimento del diciottesimo anno di età (”mi iscrissi al REC, prima ancora di prendere la patente”, ricorda sornione Raffaello).
Il 1993 segna la data della prima Fiera Antiquaria da titolare (”fino ad allora gli unici banchi gestiti unicamente da me erano stati quelli del CALCIT; vivere la FIera da protagonista fu un’esperienza esaltante: potevo, finalmente, commerciare con le cose che mi piacevano”). E le prime cose proposte consistettero in oggettistica di poco conto, qualche porcellana, delle ceramiche.
A poco a poco, complice anche qualche viaggio estivo da studente in Gran Bretagna, cominciò la passione per le porcellane inglesi e, da allora, studiando e perfezionando la conoscenza, Raffaello Pernici è arrivato a proporre un banco di grande qualità con porcellane artistiche, firmate da vari artisti.
“Non ho un negozio, preferisco fare le Fiere: Arezzo che, ovviamente, è sempre la mia preferita e poi Modena e Parma. Anche il “Mercante in Fiera di Parma è molto bello, è grande ma manca di quel contesto che fa della Fiera di Arezzo una manifestazione unica nel suo genere. Il Mercante in Fiera ospita sì tanti espositori con tanti visitatori ma… si trova all’interno di un padiglione che, per quanto accogliente, è e rimane un padiglione asettico. Arezzo, no. Ad Arezzo si respira la Fiera, nelle sue strade, nelle sue piazze: la Fiera è così bella anche perchè è contestualizzata in un centro storico ricco di fascino”.
La proposta commerciale di Raffaello Pernici è molto semplice: porcellane e ceramiche di qualità. Proposte con una peculiarità assolutamente apprezzabile: tutti gli oggetti hanno un cartellino che ne certifica la provenienza e l’autore, oltre la prezzo (”che, naturalmente, si può sempre trattare”). ” Fin dall’inizio del mio lavoro ho adottato questa forma di trasparenza, nel rispetto del cliente e per dargli maggiore garanzia” - sottolinea Pernici.
Oggi, dopo l’iniziale cotta nei confronti delle porcellane inglesi Pernici propone in stragrande maggioranza prodotti italiani e solo in percentuale ridotta di provenienza estera (”Mi sembra che anche questo sia un modo per valorizzare la nostra cultura e la nostra grande tradizione”) e, sorridendo, confessa il suo sogno segreto per la Fiera Antiquaria misto ad una ricetta personale per valorizzare la Fiera stessa (”Fermo restando che la formula della Fiera non si cambia né si può cambiare, tanto è perfetta, mi piacerebbe che una volta l’anno la Fiera Antiquaria trovasse ospitalità in uno spazio chiuso, tipo Centro Affari: allora, chi critica tanto la Fiera si renderebbe conto di cosa significa l’ Antiquaria collocata in uno spazio aperto come quello di Arezzo. Alla Fiera di Arezzo si viene certo per cercare ed acquistare oggetti ma anche per immergersi nell’atmosfera - talvolta magica - della Fiera stessa”).
In questa edizione di agosto Raffaello Pernici non sarà presente nel suo banco in via Guido Monaco per motivi familiari, l’appuntamento è - pertanto - alla Fiera di settembre al giardino monumentale de ll Prato dove - tra le altre - proporrà la pregevole opera realizzata da Elena Scavini Sul Mondo (foto 1) su disegno di Mario Sturani per Lenci nei primi anni ‘30, il piatto in maiolica artistica L’amazzone con il corno di Giò Ponti (vedi foto) e una piastrella decorativa Il viandante sempre di Giò Ponti (vedi foto).
